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Fisarmoniche Siwa & Figli… un design moderno con “un orecchio al passato”

scritto da Gianluca Bibiani , il titolare della rivista italiana "Strumenti e musica"

Fondata nel 1985 a Belgrado da Ivan Stanojlovic e trasferitasi a Castelfidardo nel 2005, l’azienda Siwa & Figli si affaccia, ad oggi, sul mercato internazionale con una serie di eccellenti strumenti figli dell’esperienza e dell’abilità artigiana di una famiglia dedita da decenni alla costruzione di fisarmoniche. Fortemente ispirati, almeno inizialmente, dalle sonorità balcaniche, gli strumenti della Siwa si prestano per qualsiasi tipo di esecuzione e genere musicale in virtù dell’ampia gamma di prodotti proposti, ma parliamone nel dettaglio con la figlia Ivana, responsabile marketing del gruppo…

Una famiglia al cospetto della fisarmonica… Da dove ha origine tutta questa passione?

La fisarmonica è sempre stata una grande passione per la mia famiglia. Fin da bambina, ho visto tutti i miei cari costruire e suonare questo splendido strumento, a partire da mio nonno materno che ne realizzava le tastiere; è stato proprio lui ad avviare la formazione artigiana di mio padre che, già da piccolo, era un valente fisarmonicista. Poi, un giorno papà, allora ventenne, portò la sua fisarmonica a riparare da mio nonno materno e li non solo aggiustò lo strumento, ma si innamorò della figlia, ovvero di mia madre, ma questa è un’altra storia, molto interessante, ma da raccontare sul prossimo articolo…
Per restare nel tema, sono cresciuta nella fabbrica di mio padre e ho sempre visto solo fisarmoniche intorno a me. La sede dell’azienda (Siwa) era a Belgrado, in Serbia, la Siwa & Figli nasce, invece, nel 2005 a Castelfidardo. Anche io, da bambina, ho suonato la fisarmonica, poi però, per mancanza di tempo, mi sono dedicata esclusivamente alla gestione dell’azienda.

Il vostro slogan è: “La costruzione avviene in base agli standard ed alle tecniche utilizzate a Castelfidardo negli anni 60/70…” Vale a dire?

Si! Noi crediamo fortemente che la “vera fisarmonica” artigiana debba attenersi ai criteri di lavorazione in auge negli anni ‘60/’70, l’epoca d’oro di Castelfidardo dove ogni strumento era realizzato a mano e si curava ogni aspetto inerente alla qualità. C’era molta manodopera e non ci si concentrava sui costi di produzione, ma sul “vero made in Italy”. Oggi, ci si dimentica che il valore aggiunto sta proprio nella “lavorazione a mano”, il mercato è saturo ed è difficile trovare strumenti curati qualitativamente in ogni dettaglio. La fisarmonica è sottovalutata e tutti noi dovremo cercare di mantenere degli standard elevati, ma dovremmo salvaguardare anche il prezzo, dandogli il giusto valore che merita.

Quindi, a vostro modo di vedere, l’innovazione industriale non sempre apporta dei benefici… Una “mano” ben allenata è sempre meglio di una qualsiasi macchina pur tecnologicamente avanzata?

Ti faccio una domanda io… Come mai oggi non abbiamo strumenti come quelli di qualche decennio fa? All’epoca era normale trovare degli standard elevati in tutte le aziende. Non voglio dire che l’innovazione non va considerata o che non apporti benefici, anzi, la Siwa sperimenta e cresce ogni giorno proponendo novità e cercando di capire come migliorare, ma ricordiamoci ciò che era una volta Castelfidardo e ciò che è ora. Ribadisco, la Siwa & Figli è fondata sul valore della nostra famiglia e tutti i membri contribuiscono con passione e dedizione alla crescita del brand. Noi cerchiamo di offrire al cliente la qualità sonora di un tempo, crediamo fortemente nel nostro lavoro e, soprattutto… amiamo la fisarmonica!

Qual è la differenza tra una fisarmonica costruita nel passato ed una di recente fattura?

Ottima domanda! Credo che la selezione dei materiali sia molto importante, così come la lavorazione artigianale, ma come prima cosa, ci vuole una conoscenza tecnica della fisarmonica dalla A alla Z. Mio padre Ivan Stanojlovic, titolare dell’azienda, ha una competenza specifica a 360° e ha passato una vita, con molti sacrifici, a ricercare, sperimentare e a realizzare uno strumento adatto al mercato, quello con cui lavoriamo maggiormente, ovvero quello balcanico. Viste le nostre origini non potevamo non pensare principalmente al suono della nostra terra, ma poi ci siamo resi conto che quel timbro, con quelle determinate caratteristiche, ha degli estimatori in tutto il mondo e oggi possiamo dire che siamo riusciti a soddisfare molto bene questa fetta di mercato. Altro aspetto fondamentale è che la fisarmonica non deve uscire dalla fabbrica fino a quando non soddisfa noi stessi, finché, effettivamente, non siamo orgogliosi di ciò che abbiamo prodotto. Questo è il principio che abbiamo perennemente adottato, il cliente è sempre più esigente e non va trattato con inferiorità, ma va ascoltato e capito.

C’è un segreto che caratterizza i vostri strumenti, fatta eccezione la maestria e la dedizione che ponete nel vostro lavoro?

C’è molta esperienza, lavoro e, soprattutto, ci sono dei piccoli segreti nella costruzione degli strumenti che, come accennavo, rimangono celati in famiglia. Forse un giorno ne riparleremo…

Qual è, ammesso ce ne sia uno soltanto, il vostro modello di punta? Nel caso, potresti descrivercelo dettagliatamente?

Modelli di punta ne abbiamo tanti, ma abbiamo anche tante nuove idee. Al momento stiamo predisponendo un nuovo sito internet che andrà on-line a breve dove potrete vedere tante novità, ma per ora preferisco non sbilanciarmi più di tanto. Anzi, colgo l’occasione per ringraziare la persona che, insieme a me, sta ideando questo nuovo progetto e che sta mettendo la mia stessa passione nel realizzarlo.

La differenza tra uno strumento pensato per il mercato balcanico ed uno per quello italiano, rimanendo sempre nell’ambiente folk…

Lo strumento balcanico ha bisogno di “suonare”… Detto cosi sembra abbastanza scontato, ma credimi, non lo è per niente! I nostri clienti cercano il suono di qualità; come ben sai la Serbia e i paesi balcanici venerano molto la fisarmonica e ne cercano di primissimo livello.

Uno dei vostri punti di forza è la tastiera che ben si presta per le esecuzioni particolarmente “veloci”! Il valore aggiunto sta nella tipologia dei legni, nella lavorazione, oppure…?

Gira tutto intorno a qualche segreto nascosto … ahahahah … La prossima domanda?

Come si ottiene il suono tipico della musica balcanica?

Ci vuole anzitutto un buon orecchio e tanta dedizione. Molte volte i clienti mi chiedono: “perché dovrei comprare una fisarmonica Siwa & Figli?” Io gli rispondo semplicemente: “non deve farlo… lo suoni e Le mi diraà il perchè!” La maggior parte delle volte le cose avvengono da sole. Il cliente non è stupido, sa ben distinguere ciò che è di qualità e ciò che non lo è.

Il risultato di una bella performance musicale è dato dalla componente di 2 fattori, quello meccanico (lo strumento) e quello artistico (l’artista). C’è un musicista tra i vostri tanti testimonial che più di altri esalta il suono delle fisarmoniche Siwa?

Musicisti ne abbiamo tanti, ma io preferisco chiamarli amici in quanto tra di noi si instaura un rapporto di familiarità e rispetto reciproco. Abbiamo Edo krilic, famoso in tutto il mondo come Strahil Vankov, Dallas Vietty, Giacomo Tosti, Jordan Djevic, Stanislav Angelov e molti altri…

Quale futuro per Castelfidardo e per la fisarmonica in generale?

Il futuro di Castelfidardo? Chissà… Credo che debba essere fatto ancora tanto per proteggere il vero made in Italy, ovvero la vera qualità artigiana della fisarmonica. Andrebbero istituite delle regole per tutelarla e garantirla e, al momento, purtroppo, questo manca. L’input deve venire dall’esterno, dalle persone che possano farlo. Noi cerchiamo di produrre ottime fisarmoniche, poi il resto, speriamo verrà da se…